Dal 3° rapporto sul crowdfunding immobiliare del Politecnico di Milano si prospettano ottimi scenari di sviluppo per l’Italia.

Nato nel 2012 in USA sull’onda di una vera e propria rivoluzione, il comparto immobiliare del crowdfunding si è evoluto fino a contare ben 100 piattaforme attive in tutto il mondo con una raccolta di investimenti di ben 2,1 miliardi di euro soltanto in Europa ed un volume di investimenti che è triplicato nel 2017. In Italia i capitali raccolti fin’ora in crowdfunding nell’immobiliare ammontano a ben 10 milioni di euro.

In Italia la lungimiranza dei legislatori fece sì che il nostro paese fosse, nel 2013, la prima nazione in Europa attrezzata con una normativa specifica per l’equity crowdfunding. Inoltre, con la legge di stabilità del 2017, l’attività è stata estesa anche alle PMI, le quali possono ora contare su un nuovo strumento di accesso al credito.

Come evidenziato dai ricercatori nel rapporto, tra i vantaggi della nuova modalità di raccolta di capitali immobiliari c’è la maggior facilità di partecipazione da parte dei piccoli investitori: in molti progetti si parte da cifre minime di 500 euro, con l’opportunità per gli stessi di diversificare gli investimenti in un mercato che normalmente è di ben più difficile accesso.

Tra gli ultimi e più interessanti progetti di crowdfunding immobiliare, vi segnaliamo quello per il recupero di Palazzo Cavour a Firenze sulla piattaforma Walliance, ideata dal gruppo Bertoldi e unica piattaforma attiva in Italia, mentre a livello europeo spiccano la tedesca Exporo con 136 milioni di euro raccolti, la svizzera Crowd House (125 milioni di euro), la britannica Property Partner (73 milioni di euro) e la spagnola Housers.

Come afferma Giacomo Bertoldi di Walliance.eu, “il real estate si sta rivelando un mercato di grande interesse per l’equity crowdfunding. Le operazioni pronte per partire sono molte; l’accoglienza da parte sia degli operatori che degli investitori è molto buona. Il crowdfunding è riconosciuto come un ottimo complemento del mix di finanziamento dei progetti immobiliari”.

Concordano gli studiosi del Politecnico di Milano, i quali considerano il comparto immobiliare del crowdfunding come uno dei più promettenti in Italia, che potrebbe verosimilmente toccare i 30 milioni di euro raccolti entro fine 2019.

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Per approfondire lo stato del crowdfunding immobiliare in Italia:

Fonte: Politecnico di Milano