Nella rubrica delle interviste di WeAgentz, oggi proponiamo l’incontro con i due co-founder di Digital Staging, la startup innovativa immobiliare che, grazie a servizi digitali nel campo dell’home staging, si rivolge nel mondo online a privati, agenti immobiliari, aziende e professionisti, creando inoltre una nuova figura professionale: il Digital Stager.

Abbiamo più volte all’interno del blog di WeAgentz trattato il tema dell’Home Staging, una tecnica di marketing che consiste nel valorizzare gli spazi di una proprietà immobiliare, migliorandone in tal modo l’immagine, con il fine di favorirne la vendita o la locazione nel più breve tempo possibile ed al miglior prezzo di realizzo in capo al venditore o al locatore.

L’Home Staging diventa dunque uno strumento che corre in aiuto dei proprietari di casa allo scopo di valorizzare il loro immobile, con l’obiettivo finale di trarne il maggior vantaggio in termini economici.

In un contesto nazionale in cui la differenziazione degli immobili gioca un ruolo cruciale ai fini delle possibilità di vendita, negli ultimi anni si sono affacciati al panorama dello staging diversi player, che operano nelle maniere più variegate, quando prettamente online e quando “sul campo”, offrendo svariati servizi sia ai proprietari che ai potenziali acquirenti.

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Oggi parliamo proprio di una di queste iniziative, Digital Staging (qui il link al sito web), una nuova startup che permette ai proprietari di comprendere a prima vista le potenzialità dei propri immobili grazie a dei semplici before/after. Semplice, veloce e di impatto, questa startup è indispensabile anche e soprattutto per chi è intento a ricercare la propria casa perfetta, perché possa comprendere quali sono le possibilità di migliorare un immobile grazie a successive operazioni di ristrutturazione, divisione degli interni o di semplice arredo degli ambienti.

digital staging startup immobiliare before after

Before/after di un ambiente, realizzato da Digital Staging.

Digital Staging parte da un’idea di Vittorio Nicolino e Marco Dardanello, due ragazzi che hanno in comune la passione per il mercato immobiliare. Vittorio più orientato verso il lato economico delle operazioni immobiliari, Marco architetto di professione ed appassionato al mondo del design e dell’architettura.

Vittorio e Marco, grazie per la vostra disponibilità, Da dove parte, dunque, la vostra storia, e come vi siete avvicinati al settore immobiliare?

Vittorio: Da quando ho iniziato l’università ho sempre aiutato a gestire le aziende della mia famiglia, che si occupano principalmente di immobiliare. Stavo cercando delle nuove modalità per presentare meglio le operazioni immobiliari che stavamo sviluppando e, tramite un’amicizia in comune, ho conosciuto Marco. Mi sono affidato a lui per tutto ciò che riguardava la renderizzazione interna ed abbiamo avuto dei riscontri molto positivi sia per quanto riguarda la vendita dei nostri appartamenti, sia per quello che concerne la nostra visibilità.

Da dove nasce il progetto Digital Staging?

Marco: Visto il buon riscontro avuto con i clienti di Vittorio, abbiamo iniziato a pensare ad un modo per far utilizzare a tutti questo servizio. Digital Staging vuole unire l’home staging e la renderizzazione, offrendo al cliente un’idea progettuale e dando vita ad una nuova figura lavorativa: il Digital Stager.

Home Staging e Digital Staging: potete spiegare ai nostri lettori quali sono le differenze e quali i principali vantaggi dell’uno e dell’altro?

Vittorio: La prima sostanziale differenza è che, mentre l’Home Staging è tangibile, il digital staging è solo virtuale. Altra differenza è che, quando parliamo di Home Staging, ci viene presentato solo l’arredo parziale e non definitivo di un dato ambiente, poiché esso, nella maggior parte dei casi, non verrà mantenuto dopo la vendita. Il Digital Staging, invece, offre al cliente una soluzione a 360°, permettiamo di creare e riposizionare nuovi ambienti offrendo diverse soluzioni progettuali.

Ultimo, ma non meno rilevante, è l’aspetto economico, l’Home Staging infatti risulta essere molto più oneroso rispetto all’idea che proponiamo noi di Digital Staging. Infatti, nelle operazioni immobiliari che seguo, rispetto all’Home Staging preferisco sempre arredare definitivamente e vendere direttamente l’appartamento con gli arredi.

Sicuramente l’Home Staging dà la possibilità ai clienti di cogliere realmente la dimensione dei locali e degli arredi, ma penso che anche un nostro lavoro, con le giuste misure e proporzioni, può aiutare molto nella percezione.

A quale target di clienti o potenziali tali vi rivolgete?

Marco: In primis, il nostro lavoro è rivolto agli agenti immobiliari che, volendo presentare al meglio i propri immobili in vendita, cercano di catturare l’attenzione del cliente attraverso annunci accattivanti. Digital Staging però, si rivolge anche a privati che vogliono valorizzare i propri immobili per metterli in affitto e/o vendita oppure che, semplicemente, vogliono avere un’idea di come potrebbero diventare.

Infine ci rivolgiamo anche agli arredatori che vogliono esternalizzare il loro servizio di design interno.

Il progetto dunque è appena partito, praticamente in fase di startup. Quali sono i prossimi step da intraprendere ed i relativi costi?

Marco: Dopo un primo contatto, i clienti dovranno inviarci la planimetria dei locali da digitalizzare e le relative fotografie. Per ogni locale si potrà scegliere quale area dell’immobile valorizzare (dalla zona living alla camera da letto, al bagno ecc.).
Successivamente sceglieremo (se non è richiesto già dal cliente) lo stile più adatto all’immobile e proporremo una presentazione completa con suggestioni, viste interne con before/after e focus di progetto.

Per quanto riguarda i costi, visto che tutti parlano di valori immobiliari e di ristrutturazioni con coefficienti €/mq , anche il nostro servizio ha un costo proporzionato ai metri quadrati. Compresa nel prezzo, si avrà una possibilità di modificare il progetto.

Come vi ponete nei confronti della categoria degli agenti immobiliari? Siete disponibili ad avviare collaborazioni e, se sì, in quale modo?

Vittorio: Uno dei nostri obiettivi è sicuramente quello di avviare delle collaborazioni a lungo termine con agenzie immobiliari. Per loro il nostro lavoro dovrebbe svolgere la funzione di rendere più agevole la vendita di immobili da ristrutturare o non arredati. Vogliamo far capire che con il nostro lavoro gli annunci saranno più visibili e sicuramente potranno avere un vantaggio competitivo anche in termini di acquisizioni.

Le collaborazioni che stiamo avviando sono tutte basate sul numero di progetti da realizzare: più progetti dovremo eseguire per la singola agenzia, meno costerà il nostro servizio.

Come sapete, noi di WeAgentz abbiamo a cuore i temi del web marketing, del Personal Branding, dell’advertising sui social media. A tale riguardo, quali azioni avete in programma per il vostro progetto?

Marco: Anche noi diamo grande importanza al marketing digitale. Abbiamo creato una pagina Facebook, Instagram ed una su LinkedIn. Pubblichiamo costantemente aggiornamenti per mantenere viva l’attenzione e per creare un brand ben definito. Condividiamo poi i nostri lavori già conclusi e delle suggestioni, per far sì che le nostre pagine possano diventare anche una sorta di vetrina.

Digital Staging oggi e domani: quali sono i vostri obiettivi nel breve e nel lungo termine?

Vittorio: Il nostro sogno, come già detto, è creare la figura del Digital Stager e, per fare ciò, dobbiamo per prima cosa creare un nostro portafoglio clienti, con un buon numero di lavori. Vorremmo, inoltre, creare una vera e propria community, affiliandoci a professionisti del settore.

Altro obiettivo a lungo termine è quello di conquistare il mercato facendo capire l’importanza della visibilità e della qualità degli annunci. La “guerra” che stiamo combattendo in questo momento è invece far capire chi siamo e cosa facciamo.

Avete programmi riguardo ad un potenziale ampliamento dell’organico o di ingresso di finanziatori nella compagine aziendale?

Marco: Sicuramente dal momento in cui non riusciremo più a gestire il carico di lavoro, avremo la necessità di ampliare l’organico. In questo caso la difficoltà più grande sarà quella di standardizzare il modo di lavorare per dare la stessa qualità al cliente.

Stiamo notando che il nostro progetto sta suscitando interesse, per ora riusciamo a sostenere da soli gli investimenti necessari ma, ovviamente, se ci fossero degli investitori interessati potremo velocizzare il nostro processo di crescita.