Il primo semestre del 2018 se n’è andato tra incertezze economiche, occupazionali, ma sopratutto con una situazione politica in cui ha dominato la lunga attesa per l’identificazione del nuovo esecutivo.

Come abbiamo già visto in una recente news, i dati parlano forte e chiaro: tra gli investitori immobiliari c’è prudenza, e se come riporta Cushman & Wakefield sono stati proprio gli investitori stranieri i più cauti in questo primo semestre, l’incertezza riguardo alla situazione politica italiana ed alle linee che avrebbe adottato il nuovo esecutivo è stata una delle maggiori cause.

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Come ha affermato recentemente Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia: “L’esecutivo in carica si definisce ‘Governo del cambiamento’. Bene, se c’è un settore nel quale un cambiamento radicale è necessario, quello è il settore immobiliare”.

Spaziani fa riferimento in particolare alla tassazione immobiliare, puntando il dito contro quelli che definisce veri e propri danni causati dalle politiche dei vari esecutivi dal 2011 fino ad oggi, citando per esempio la manovra Monti di fine 2011 e le politiche renziane in materia di tassazione sulla prima casa.

Dal governo attuale però, ammette sempre Spaziani, arrivano dichiarazioni che fanno ben sperare.

Il riferimento è all’ultimo saggio di Paolo Savona “Come un incubo e come un sogno“, in cui il l’attuale Ministro per gli Affari Europei evidenzia come le politiche in ambito immobiliare del governo Monti abbiano letteralmente “causato una paralisi di questo motore dello sviluppo a seguito di una caduta grave dei valori immobiliari”, impattando negativamente sulla percezione di impoverimento da parte delle famiglie e di conseguenza anche sui consumi

Nella stessa direzione vanno le dichiarazioni del Ministro dell’Economia e delle Finanze Giovanni Tria, le cui dichiarazioni nei confronti delle misure in ambito immobiliare degli esecutivi succedutisi negli ultimi anni sono state molto dure. Tria parla di “effetto destabilizzante delle imposte sugli immobili” e, proprio come Savona, di “effetti negativi del carico fiscale nell’immobiliare sui consumi delle famiglie”.

Nel frattempo Salvini ha appena dichiarato di voler eliminare l’Imu per le attività sfitte e introdurre una cedolare secca per le locazioni commerciali con l’obiettivo di far ripartire il commercio offline, incassando una buona dose di applausi da parte delle associazioni du commercianti e artigiani, oltre che dalla stessa Confedilizia.

Fin qui i segnali del nuovo governo sembrano poter dare una spinta di fiducia degli investitori immobiliari, ma se a queste dichiarazioni seguiranno fatti concreti, lo vedremo dall’evolvere della situazione politica nei prossimi mesi.

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Per approfondire riguardo all’attuale situazione politica italiana e la sua influenza nell’immobiliare:

Fonte: Reuters