Siamo immersi in un’era in cui nel mondo del lavoro si cerca di sostituire sempre di più l’uomo con la macchina, il rapporto umano con l’utilizzo di Internet e delle app, i servizi tradizionali con altri più snelli ed automatizzati che mettono in ogni caso da parte o limitano l’intervento delle persone. A livello globale siamo praticamente nell’era della disintermediazione, lo sentiamo ripetere da tempo e da anni ne vediamo gli effetti.

Airbnb, Blablacar, Uber sono solo alcuni esempi mainstream di come il web permetta la disintermediazione di attività umane nei settori più disparati. E nell’immobiliare?

Oggi i moderni portali di annunci permettono anche ai privati di pubblicizzare i propri immobili. Con Google Ads e Facebook Ads i privati possono aumentare la visibilità dei propri annunci anche tramite il paid advertising. Banalmente anche Facebook è in parte diventato uno strumento di disintermediazione. È noto infatti come, nei gruppi, si incontrino domanda ed offerta immobiliare, in particolare nel mercato degli affitti brevi, innescando una dinamica per la quale il cliente, in molte realtà, inizia ad essere culturalmente abituato all’idea di trattare direttamente con il padrone di casa.

A questo punto la domanda che dovrebbe sorgere spontanea a qualsiasi agente immobiliare è: quali sono le nuove opportunità di differenziazione ed infine di guadagno per l’agente immobiliare moderno?

La risposta è semplice: sono quelle attività per cui un agente immobiliare non potrà mai essere sostituito, proprio perché soltanto lui le sa eseguire con professionalità: i servizi. Te ne abbiamo parlato, tra l’altro, in una delle nostre recenti news.

Premesso che, a seconda dello specifico mercato di riferimento, le modalità di monetizzazione nell’immobiliare sono molteplici, i dati dell’ultima indagine di Scenari Immobiliari, istituto di ricerca indipendente, sono chiari.

In Italia, soltanto negli ultimi dieci anni, i ricavi derivanti dai servizi immobiliari sono cresciuti del 10,9%, più doppio delle compravendite immobiliari (+4,8%).

Secondo quanto riportato da Mario Breglia, fondatore di Scenari Immobiliari, nella presentazione del rapporto, il peso del comparto immobiliare continua a crescere, trainato anche dal comparto dei servizi e si attesta, ad oggi, al 19% sul Pil.

Nonostante la forte crescita, i servizi immobiliari in Italia fatturano “soltanto” 43 miliardi di euro, un dato comunque ben inferiore rispetto al resto d’Europa.

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Fonte: EZ Rome